New album, digipack
I Dragged Into Sunlight sono arrivati solo al secondo disco ma già mostrano la sicurezza, confidenza la spavalderia e soprattutto le palle di quelle band che sono in giro da decenni e che non hanno paura di niente e di nessuno. La giovane compagine extreme metal londinese sembra aver già archiviato infatti quello straziante marasma di death metal, black metal, grind e prog che stava alla base di “Hatred For Mankind”, e sembra essere da un lato andata oltre, sfondando la porta del post-metal a calci e facendo come fossero a casa propria, e dall’altro sembra aver azzerato tutto per ricominciare da capo ed intraprendere una direzione tutta diversa. “Widowmaker” infatti vede i Nostri principalmente abbandonare – o per lo meno smorzare – quell’assalto death-black quasi cieco, sferzante e vile che permeava il debutto per buttarsi in una proposta ben più astratta e molto meno ovvia. “Widowmaker” dura una quarantina di minuti ma vive attraverso tre tracce solamente, segno inequivocabile che stavolta siamo di fronte ad un lavoro che offre pochi appigli stilistici e formali e che sembra voler sviluppare un discorso tutto suo, dalla natura intrinseca ermetica, sfuggente e difficilmente inquadrabile (Metalitalia.com)
Prosthetic
2012
CD